Firmato il CCNL del comparto sanità 2016-2018. NurSind NON firma :"Tuteleremo i nostri diritti e quelli dei lavoratori nelle sedi giudiziarie"

Nursind: “non abbiamo firmato perché è un contratto in perdita per i lavoratori. Tuteleremo i nostri diritti e quelli dei lavoratori nelle sedi giudiziarie. L’obbligo di svolgere lavoro straordinario è inaccettabile per la dignità dei lavoratori.”

 

 

A seguito della certificazione della Corte dei Conti oggi presso l’Aran si è tenuto l’incontro per la sottoscrizione definitiva. Poco prima delle ore 16 i sindacati hanno sottoscritto definitivamente il CCNL 2016-2018 del comparto sanità.

Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, ha ritenuto di non sottoscriverlo.

 

“E’ un atto di coraggio e coerenza – commenta Andrea Bottega segretario nazionale Nursind – perché abbiamo fin da subito evidenziato come questo testo sia peggiorativo per la categoria e per molti lavoratori che garantiscono ogni giorno il diritto costituzionale alla salute. In particolare vogliamo ricordare che:

   

  -l’elemento perequativo che compensa ai redditi più bassi il venir meno del bonus previsto dal Governo, termina al 31 dicembre 2018;
 

  -le indennità di turno in diversi casi non saranno più erogate (con conseguente perdita economica) perché è stata definita una soglia più elevata da quanto stabilito in molti contratti aziendali;
 

  - scompare il diritto alla pausa mensa per il personale che garantisce i servizi nelle 24 ore anche se lavora 12 ore consecutive;
  

  - compare l’obbligo di svolgere lavoro straordinario;....

 

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12 maggio 2018. Vent'anni di NurSind. Chiediamo dignità professionale per gli Infermieri

Nursind: “festeggiamo i vent’anni del sindacato autonomo chiedendo che sia riconosciuta la dignità professionale degli infermieri italiani”

 

di Andrea Bottega

Quest’anno ricorre un particolare anniversario in occasione della giornata internazionale dell’infermiere: i vent’anni del sindacato di categoria Nursind.

Il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, si costituisce, infatti, il 12 maggio 1998 a Roma con lo scopo di unire le prime esperienze di sindacalismo autonomo presenti sul territorio nazionale.

 

Da allora strada ne è stata fatta e oggi Nursind è il sindacato di categoria con il maggior consenso nel comparto sanità (più di 32.000 voti).

 

Membro della Confederazione Generale Sindacale (CGS), il sindacato Nursind è divenuto il punto di riferimento nazionale per le politiche sindacali e del lavoro degli infermieri.

 

Accanto a questo riconoscimento non possiamo oggi non ricordare anche, sull’altro fronte, il riconoscimento che il legislatore, qualche mese fa, ha voluto dare agli infermieri italiano trasformando la rappresentanza professionale da collegio a ordine (legge 3/2018)....

 

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Infermieri pronti ai nuovi concorsi? Ecco le Linee Guida Ministeriali

Pubblicate le Linee Guida Ministeriali sulle nuove procedure concorsuali nella Pubblica Amministrazione (allegata)


La direttiva n.3/2018 del Ministro per la semplificazione e la Pubblica amministrazione del 24 aprile 2018, definisce le modalità di reclutamento del personale delle P.A., requisiti di ammissione, le preselezioni, i titoli, le prove, le commissioni di concorso, la formazione della graduatoria. In sintesi alcuni contenuti.

 

In relazione alla professionalità da assumere, l’azienda sceglie la tipologia di concorso pubblico più appropriata tra:

  

- Concorso pubblico per esami;
  

- Concorso pubblico per titoli;
  

- Concorso pubblico per titoli ed esami;
  

- Corso-concorso;
  

- Selezione mediante svolgimento di prove volte all’accertamento della professionalità richiesta

Il bando concorsuale dovrà rispondere ai criteri di celerità ed efficacia, che potranno essere realizzati anche con l’ausilio di sistemi automatizzati e forme di preselezione....

 

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Quello che il calabrone non sa

 

Corso di formazione GRATUITO per tutti gli iscritti


9,6 crediti ECM

 

Relatore dott. OSVALDO BARBA INFERMIERE e componente del Direttivo Nazionale NurSind
Giovedì 24 maggio 2018 presso l’aula convegni del PO di Teramo 2^ lotto


100 posti disponibili
iscrizione al link allegato

 

Vi segnaliamo: Teramo, NurSind primo sindacato alle elezioni RSU della Asl

 

Storica affermazione del NurSind che diventa per la prima volta il primo sindacato per numero di deleghe e voti ottenuti alle elezioni per la RSU della Asl di Teramo.

 

Si è votato per il rinnovo della rappresentanza sindacale in seno all’azienda sanitaria il 17, 18 e 19 aprile 2018. Si sono recati alle urne 2153 dipendenti della Asl. Il NurSind ha ottenuto 676 voti (il 32,2%) conquistando 10 seggi sui 33 da assegnare: un incremento di tre delegati rispetto alla precedente composizione della Rsu quando il NurSind ottenne 394 voti.

 

Gli eletti nella lista del NurSind, composta interamente ed esclusivamente da infermieri, sono: Giuseppe De Zolt, Alessio Febo, Francesco Visciotti, Pasquale Lisciani, Roberto Di Mattia, Luca Ruggieri, Flavio Mariani, Francesca Marcangelo, Agnese Mettimano e Cristina Di Ottavio. A sottolineare il successo anche un altro dato: dei tre candidati più votati due sono risultati essere del NurSind.

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Vi segnaliamo: Sciopero di 48 ore degli infermieri: grande partecipazione alle assemblee negli ospedali teramani

Anche il NurSind Teramo ha aderito allo sciopero di due giorni indetto a livello nazionale per protestare contro la firma del contratto nazionale di lavoro, sottoscritto dalle altre organizzazioni sindacali in occasione della grande manifestazione di Roma dello scorso 23 febbraio.

 

Elevata la partecipazione degli infermieri in servizio nella Asl di Teramo che giovedì 12 e venerdì 13 aprile, nei quattro presidi ospedalieri della Asl di Teramo, hanno dato vita ad assemblee sindacali retribuite nelle quali, insieme ai rappresentanti del NurSind, sono stati discussi i contenuti del contratto e le motivazioni della protesta.

 

Giovedì 12 aprile sono stati gli infermieri di Teramo e Giulianova a riunirsi in assemblea nelle aule convegni dei due ospedali, mentre venerdì 13 aprile è stata la volta dei presidi di Sant’Omero e Atri. Gli infermieri hanno garantito i servizi minimi d’urgenza previsti dalla normativa sul diritto di scioperò nella sanità. Disagi si sono registrati a Teramo, Giulianova e Sant’Omero per alcune sedute operatorie non d’urgenza posticipate rispetto all’orario previsto.

 

Il NurSind resta fermamente convinto della propria posizione contraria all’accordo sul contratto collettivo, ritenuto inaccettabile e penalizzante sia dal punto di vista economico, sia da quello normativo, per la categoria che sorregge l’intero sistema sanitario nazionale. Un contratto che si traduce in maggior lavoro, meno diritti e più precarietà per gli infermieri.

 

È emblematico che anche Cgil, Cisl e Uil, sigle firmatarie del contratto, a posteriori abbiano riconosciuto i difetti del testo chiedendone la revisione per almeno 34 articoli. Un ravvedimento paradossale e tardivo visto che a noi era parso subito evidente, sin da una prima lettura, che il contratto presentava numerose storture.

 

Il NurSind ribadisce che non firmerà ...

 

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Vi segnaliamo: Contratto. La Decisione del Consiglio Nazionale: NurSind non firmerà. Confermato sciopero 12 e 13 aprile

Anteporre gli interessi degli infermieri a quelli di chi fa sindacato implica la non sottoscrizione del CCNL 2016-2018. La dignità del lavoro dei professionisti che rappresentiamo non è negoziabile, è questione di coerenza. Confermate, dunque, le 48 ore di sciopero il 12 e 13 aprile 2018

 

Roma, 26 marzo – “Nessun cambio di linea rispetto a un contratto che per noi rimane irricevibile. Anche dopo un’attenta analisi del testo, infatti, il Consiglio nazionale Nursind, che si è riunito nelle ultime ore con la partecipazione di tutte le segreterie territoriali in rappresentanza dei 30 mila iscritti, non ha avuto dubbi. La decisione di dare mandato alla Direzione nazionale di non sottoscrivere il Ccnl 2016-2018 è stata presa con il 95 per cento dei voti, contro l’1 per cento di favorevoli e il 4 di astenuti”. A darne notizia è il segretario nazionale Nursind, Andrea Bottega, che conferma anche le due giornate di sciopero già annunciate per il 12 e 13 aprile prossimi: “Gli interessi degli infermieri vengono prima di tutto. E’ stata questa la bussola che ha orientato il nostro giudizio negativo sul testo e, di conseguenza, la decisione di portare avanti una mobilitazione di 48 ore per ribadire la necessità di non dare seguito alla pre-intesa ma di riaprire la contrattazione. Unica strada – rimarca Bottega -   per modificare sostanzialmente un contratto pessimo e penalizzante per le professioni sanitarie e in special modo per il personale turnista”.     


Il Nursind punta l’indice soprattutto su alcuni aspetti di carattere normativo ed economico peggiorativi rispetto al precedente accordo, a cominciare dallo straordinario obbligatorio e destinato ad aumentare fino alla deroga ai riposi per i turnisti e per chi è in pronta disponibilità, passando per la negazione del diritto alla mensa a danno di  quest’ultima categoria e dei notturni. “Senza tralasciare, però, neppure la questione delle indennità, ferme al secolo scorso – sottolinea ancora Bottega – e un aumento della precarietà nelle carriere organizzative e professionali che scaturirebbe dalle nuove regole”....

 

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Vi segnaliamo: Contratto. Lo straordinario obbligatorio degli infermieri spaventa la Cgil Medici. Ma la Cgil FP lo ha firmato

Il nuovo CCNL del comparto sanità non piace ai medici, che si dichiarano allarmati delle norme contenute; a dichiararlo Andrea Filippi, segretario della Cgil Medici.

Nello specifico, l’art 31 del Contratto, in riferimento allo straordinario obbligatorio, spaventa non soltanto gli infermieri che lo subiranno, ma anche i medici, che indirettamente subiranno gli effetti di una norma schiavizzante.

“Il lavoratore,salvo giustificati motivi di impedimento per esigenze personali e familiari, è tenuto ad effettuare il lavoro straordinario”. Chi non può dovrà addurre motivi scritti.

Una norma che trasforma il lavoro “straordinario” in “ordinario”, un aumento fittizio delle ore di lavoro degli operatori sanitari, già invecchiati, messi alla prova da turni massacranti che si protraggono da anni a causa della cronica mancanza di personale sanitario, alla quale questo CCNL, quasi a costo zero, visto i vergognosi aumenti salariali, vuole rimediare, “sfruttando” il personale in servizio, a discapito della salute psico-fisica degli operatori sanitari, della qualità dell’assistenza, della salute del paziente.

E mentre il contratto della dirigenza medica è fermo al palo, in attesa di un chiarimento sulle risorse disponibili, specie in merito alle indennità di esclusività, la stessa si dichiara “non invidiosa” della pre-intesa di contratto del comparto, e si dichiara preoccupata delle norme contenute...

 

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Vi segnaliamo: 112, le nuove linee guida: 90 secondi per la presa in carico del cittadino. Punto per punto cosa prevedono

Arrivano dal Ministero le nuove linee guida per migliorare la procedura di risposta del numero unico 112 che, coinvolge la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, i Vigili del Fuoco e l’Emergenza sanitaria.

Il numero unico 112 nacque nel 2002 da una direttiva Europea, ed è stato recepito in Italia solo dallo scorso anno e non ancora in tutto il territorio.

Da quando è entrato in vigore, non pochi problemi ha creato: i tempi di risposta si sono allungati, mettendo a rischio la sicurezza del cittadino; molti limiti del numero unico, si sono infatti evidenziati in situazioni di emergenza grave e questo a causa del doppio passaggio di chiamata, ovvero, alla composizione del 112, prima risponde l’operatore della centrale ed in seconda battuta questa viene smistata all’operatore del caso.

Il nuovo documento che integra i protocolli già esistenti del numero unico 112, ha lo scopo di migliorare i tempi di risposta.

Questo si sofferma su tre punti:

 

1) stabilire una tempistica massima ottimale entro la quale deve concludersi la fase tra la risposta alla chiamata di soccorso da parte della Centrale Unica di Risposta (CUR) e la sua presa in carico da parte della Sala operativa di 2° livello (PSAP2);

 

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Vi segnaliamo: Intervista ad Andrea Bottega-tutta la verità su contrattazione e contratto

In occasione del primo congresso Fnopi appena concluso a Roma, il NurSind aveva uno stand particolarmente frequentato dagli infermieri visitatori che hanno approfittato per prendere informazioni, ottenere pubblicazioni e materiale informativo.

 

Soprattutto, potevano trovare in postazione il consigliere del Direttivo Nazionale Salvo Lopresti, il Segretario Amministrativo NurSind Daniele Carbocci e il segretario Nazionale NurSind Andrea Bottega, tutti impegnati a rispondere alle domande e a d animare chiacchierate sull'attualità e sulla bontà del progetto del sindacato di categoria.

 

Andrea, sempre presente allo stand ha potuto interloquire con chiunque aveva il piacere di salutarlo incontrarlo e ottenere di prima mano le informazioni su come siano andate le trattative all'Aran, su come le dinamiche della contrattazione...

 

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Vi segnaliamo: Infermieri: sindacati autonomi ancora in sciopero. Stop di 48 ore il 12 e 13 aprile

Nursing Up e Nursind hanno proclamato altre due giornate di sciopero dopo lo stop del 23 febbraio. I due sindacati non hanno firmato la preintesa sul contratto e si dicono pronti a una vertenza ad oltranza. Tra i motivi del dissenso con gli altri sindacati il livellamento verso il basso delle retribuzioni e il mancato riconoscimento della progressione economica e contrattuale per la categoria.

 

27 FEB - Proclamate 48 ore di sciopero degli infermieri e del personale del comparto sanità (esclusa dirigenza) il 12 e 13 aprile 2018 per tutti i turni di servizio. Annunciate assemblee sul territorio nazionale: l'astensione dal lavoro avrà inizio dalle 00:00 di giovedì 12 aprile e proseguirà fino alle 24:00 di venerdì 13 aprile. Il primo ad annunciarlo è stato Nursing Up, che intende proseguire, congiuntamente con l'altra sigla di categoria Nursind, le protesteiniziate lo scorso 23 febbraio con lo sciopero nazionale e la manifestazione di piazza a Roma.
 
“Andiamo avanti con 48 ore di sciopero, forti dell'adesione massiccia dei professionisti sanitari che hanno provocato venerdì scorso il blocco delle sale operatorie degli ospedali e degli ambulatori nelle aziende sanitarie di tutta Italia. Vogliamo ascoltare il grido di protesta che si è levato durante la grande manifestazione di piazza Santi Apostoli, il grido di chi chiede riconoscimenti della propria dignità professionale che si traduce in una giusta retribuzione e turni di lavoro più umani”. É quanto ha dichiarato il presidente del sindacato Nursing Up, Antonio De Palma, che si dice certo della massima partecipazione.
 
“Non sarà certo un contratto misero, come quello sottoscritto il 23 febbraio scorso senza di noi, a fermare gli infermieri italiani. La mobilitazione prosegue – ha spiegato  il sindacalista - per le stesse ragioni di prima: riteniamo inaccettabile la carenza di risorse dovuta al disinteresse del Governo verso gli infermieri e gli altri lavoratori del Ssn. C'è stata una grave mancanza di rispetto da parte delle istituzioni verso le migliaia di infermieri che hanno scioperato, nell'affrettare la chiusura del Ccnl con un tour de force di 28 ore, senza dare risposte alle nostre richieste”.

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Vi segnaliamo: Ccnl comparto: l’Aran convoca i sindacati 24 ore prima dello sciopero (confermato)

Auspicata ieri dal governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, è arrivata in meno di 24 ore la convocazione dell’Aran ai sindacati dei lavoratori del Comparto sanità per chiudere la partita del rinnovo contrattuale 2016-18. L’appuntamento è fissato per le 10 del 22 febbraio. Ma la notizia è stata accolta come una presa in giro dai sindacati degli infermieri, Nursing Up e Nursind in testa.

 

I lavoratori sono delusi per com’è stata impostata la trattativa. La sensazione è che tutto sia stato deciso dalla parte istituzionale sulla testa di chi lavora nelle corsie del Ssn. E che il coinvolgimento con i sindacati risponda solo a esigenze “formali”. Si partiva da una certezza: l’aumento di 85 euro lordi in busta paga. Poi ieri il quadro è cambiato:...

 

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NurSind, infermieri in sciopero il 23 febbraio. Protesta unitaria con dirigenza


Roma, 1 febbraio – Nel rispetto della disciplina della commissione di garanzia che regolamenta gli scioperi, in seguito alla mobilitazione nazionale della dirigenza sanitaria spostata dall’8-9 febbraio al 23, il NurSind nella tarda serata di ieri ha accettato di convergere sulla stessa data per la sua protesta nazionale: anche gli infermieri, quindi, incroceranno le braccia il prossimo 23 febbraio.

 

“Cambia la data, ma non le ragioni e le finalità del nostro sciopero - spiega Andrea Bottega, segretario nazionale NurSind - Il 26 febbraio, giorno da noi scelto per astenerci dal lavoro, infatti, risultava troppo ravvicinato a quello individuato dai camici bianchi. Abbiamo quindi deciso di coalizzare il dissenso verso le politiche sanitarie di questo governo unificando la data della nostra protesta. Dirigenza e comparto sanità dunque saranno compatti il prossimo 23 febbraio per dire no a un rinnovo contrattuale che si preannuncia peggiorativo rispetto al precedente”.

 

Chiediamo al Governo di assumere le proprie responsabilità incrementando le risorse a disposizione della contrattazione per dare risposte concrete agli infermieri ed ai professionisti sanitari del comparto, per realizzare provvedimenti strutturali volti al riconoscimento concreto del loro ruolo, del loro elevato profilo formativo e delle loro responsabilità: è necessario finanziare, come già avvenuto per i medici, la RIA del comparto e portare i professionisti sanitari dalla categoria D, dove si trovano, alla categoria DS.

 

Chiediamo direttive e risorse finalizzate ad una revisione completa del sistema delle indennità, ivi compreso il finanziamento dell’ ex indennità infermieristica di cui all’articolo 40 del CCNL 1999. Non è più accettabile, solo per citare un esempio, che ad un operatore che svolge un turno di lavoro notturno spetti una indennità risibile, poco più di 2 euro all’ora durante il periodo che va dalle 22 alle 6 del mattino.

 

Chiediamo direttive e risorse finalizzate a sostenere l’aggiornamento professionale dei professionisti del comparto, per i quali deve essere operata una riduzione del debito orario settimanale (orario di servizio) pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come già avviene per i medici.

 

Chiediamo direttive e nuove risorse finalizzate all’immediato e stabile riconoscimento, sia economico che giuridico, per la valorizzazione delle competenze cliniche e gestionali degli interessati, ivi compresi gli infermieri specialisti e gli esperti in applicazione della Legge 43/06 e per la valorizzazione economico giuridica della funzione di coordinamento.

 

Chiediamo direttive finalizzate alla detassazione del salario di produttività, come per il privato, ed a dare soluzione al demansionamento della categoria, derivante dal blocco del turn over e dalle mancate sostituzioni del personale a vario titolo assente.

 

Chiediamo direttive con le quali venga revocato il mandato già conferito all’ARAN, di mettere in discussione le deroghe al riposo minimo continuativo di 11 ore ogni 24 previsto dai regolamenti UE. Gli infermieri ne uscirebbero massacrati e potrebbe essere messa a repentaglio, in talune occasioni, l’assistenza resa al cittadino.

 

Chiediamo l’impegno del Governo, ad attivare le procedure finalizzate al riconoscimento, nei confronti dei professionisti sanitari del comparto sanità, del diritto di svolgere attività libero professionale, anche con modalità analoghe a quelle già previste per il personale medico.

 

Chiediamo l’immediata creazione, per il personale "infermieristico e sanitario“ della distinta sezione contrattuale prevista dall’art 40 c. 2 del dlgs 30.03.2001 n 165, ricorrendo- allo stato-le condizioni previste dal legislatore.

 

Chiediamo direttive idonee ed azioni concrete volte a superare l’attuale mancanza di criteri generali, nazionali ed uniformi per la determinazione , in ogni azienda, e per ogni servizio delle dotazioni organiche infermieristiche e delle figure di supporto.

Contratto Sanità. E' sciopero. Il 26 Febbraio manifestazione a Roma


E' ufficiale. Gli infermieri incroceranno le braccia per 24 ore il 26 febbraio, data dello sciopero nazionale.
Ad annunciarlo è il Segretario Nazionale NurSind, Andrea Bottega. "Fallito il tentativo di conciliazione, il 26 febbraio sarà sciopero nazionale degli infermieri".


Chiediamo al Governo di assumere le proprie responsabilità incrementando le risorse a disposizione della contrattazione per dare risposte concrete agli infermieri ed ai professionisti sanitari del comparto, per realizzare provvedimenti strutturali volti al riconoscimento concreto del loro ruolo, del loro elevato profilo formativo e delle loro responsabilità: è necessario finanziare, come già avvenuto per i medici, la RIA del comparto e portare i professionisti sanitari dalla categoria D, dove si trovano, alla categoria DS.

 

Chiediamo direttive e risorse finalizzate ad una revisione completa del sistema delle indennità, ivi compreso il finanziamento dell’ ex indennità infermieristica di cui all’articolo 40 del CCNL 1999. Non è più accettabile, solo per citare un esempio, che ad un operatore che svolge un turno di lavoro notturno spetti una indennità risibile, poco più di 2 euro all’ora durante il periodo che va dalle 22 alle 6 del mattino.

 

Chiediamo direttive e risorse finalizzate a sostenere l’aggiornamento professionale dei professionisti del comparto, per i quali deve essere operata una riduzione del debito orario settimanale (orario di servizio) pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come già avviene per i medici.

 

Chiediamo direttive e nuove risorse finalizzate all’immediato e stabile riconoscimento, sia economico che giuridico, per la valorizzazione delle competenze cliniche e gestionali degli interessati, ivi compresi gli infermieri specialisti e gli esperti in applicazione della Legge 43/06 e per la valorizzazione economico giuridica della funzione di coordinamento.

 

Chiediamo direttive finalizzate alla detassazione del salario di produttività, come per il privato, ed a dare soluzione al demansionamento della categoria, derivante dal blocco del turn over e dalle mancate sostituzioni del personale a vario titolo assente.

Chiediamo direttive con le quali venga revocato il mandato già conferito all’ARAN, di mettere in discussione le deroghe al riposo minimo continuativo di 11 ore ogni 24 previsto dai regolamenti UE. Gli infermieri ne uscirebbero massacrati e potrebbe essere messa a repentaglio, in talune occasioni, l’assistenza resa al cittadino.

 

Chiediamo l’impegno del Governo, ad attivare le procedure finalizzate al riconoscimento, nei confronti dei professionisti sanitari del comparto sanità, del diritto di svolgere attività libero professionale, anche con modalità analoghe a quelle già previste per il personale medico.

Chiediamo l’immediata creazione, per il personale "infermieristico e sanitario“ della distinta sezione contrattuale prevista dall’art 40 c. 2 del dlgs 30.03.2001 n 165, ricorrendo- allo stato-le condizioni previste dal legislatore.

 

Chiediamo direttive idonee ed azioni concrete volte a superare l’attuale mancanza di criteri generali, nazionali ed uniformi per la determinazione , in ogni azienda, e per ogni servizio delle dotazioni organiche infermieristiche e delle figure di supporto.

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Teramo. L’ azienda non fornisce le “uniformi” e mette fuori legge le “Felpe NurSind”

La Asl di Teramo ha iniziato la caccia alle streghe, e nello specifico, le fattucchiere da inseguire sono i dipendenti che indossano in servizio, la Felpa regalata da NurSind.

 

E’ stata infatti recapitata ai Coordinatori, da parte del Dirigente delle Professioni infermieristiche e dalla Direzione amministrativa, una e- mail, contenente alcune indicazioni riguardanti il corretto uso dei dpi forniti dall’azienda, ivi un sotto-corpino che però non è in dotazione a tutti i dipendenti.

 

“Strano, sottolinea Giuseppe De Zolt, segretario territoriale NurSind Teramo, che tale interesse si manifesti appena terminata la distribuzione delle nuove felpe che il NurSind ha deciso di regalare ai propri iscritti nella Asl di Teramo”.

 

Nessun richiamo era stato fatto fino a questo momento, nonostante i dipendenti indossassero felpe di svariati colori e modelli, proprio perché la Asl in questione non ha provveduto a dotare il personale di dpi idonei alle temperature rigide invernali.

 

I dipendenti hanno infatti dovuto provvedere personalmente, all’acquisto di felpe che li tenessero al riparo dalle intemperie, visti soprattutto i trasporti esterni che vengono espletati dagli operatori sanitari, durante il turno lavorativo.

 

L’abbigliamento al quale il personale ha dovuto provvedere in autonomia, non è certo conforme alle “regole” aziendali e non ha nessun riferimento al ruolo svolto, eppure di questo l’azienda non si è mai “accorta” e non si è fatta carico di provvedere.

 

“Noi come NurSind, continua De Zolt, abbiamo provveduto all’acquisto di felpe calde e confortevoli, identificative del ruolo ricoperto, grazie all’apposita scritta posta sul retro: INFERMIERE. Abbiamo reso un servizio al dipendente, al cittadino che adesso ha modo di riconoscere il ruolo del dipendente e, persino alla Asl stessa, visto che abbiamo offerto una soluzione a quella che è stata una “mancanza” della Asl, carente nelle dotazione.

 

Da quanto letto, ad oggi, sembrerebbe che la felpa NurSind sia posta “fuori legge” viste anche le minacce di sanzioni disciplinari avanzate nei confronti dei colleghi che, comportandosi come negli anni precedenti nel periodo invernale, hanno colmato la carenza della dotazione aziendale indossando una felpa, questa volta con la scritta NurSind INFERMIERE.

 

A questo punto ci aspettiamo che lo stesso trattamento sia riservato per tutte le altre infrazioni all'uso delle uniformi di servizio del personale del comparto, pertanto onde evitare spiacevoli e sicuramente poco opportuni conflitti, chiediamo di sospendere “la caccia alle streghe” almeno fino a quando l’azienda non fornisca nella dotazione dell’uniforme anche una felpa calda, confortevole ed identificativa della professione di appartenenza”.

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Vi segnaliamo: NurSind Brindisi. Ora basta! Sciopero di tutti i sanitari il 31 gennaio

Occorre avere coraggio per ottenere i cambiamenti, l’infermiere Carmelo Villani segretario territoriale NurSind Brindisi ce l’ha, basta con le chiacchiere, gli infermieri della ASL di Brindisi, alzano la testa.

 

PROCLAMATO LO SCIOPERO AZIENDALE  DI TUTTO IL PERSONALE DEL COMPARTOIL 31 GENNAIO 2018 DALLE ORE 7 E MANIFESTAZIONE PRESSO LA SEDE ASL BRINDISI IN VIA NAPOLI.

 

Vani tutti i tentavi di mediazione e conciliazione con l’Azienda Sanitaria, gli infermieri si vedono costretti loro malgrado a incrociare le braccia e scendere in piazza per innalzare la protesta.....

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Vi segnaliamo: CCNL. NurSind e Nursing up preannunciano la mobilitazione degli Infermieri. Sarà sciopero

Le scriventi OO.SS., NurSind e Nursing Up,  di categoria entrambe rappresentative e presenti al tavolo di contrattazione nazionale, si trovano costrette a preannunciare lo stato di mobilitazione del personale infermieristico a livello nazionale stante le attuali prospettive d'esito del tavolo negoziale sul comparto sanità.

 

Il 2017 è stato l'anno che ha visto l'emanazione di due provvedimenti importanti per l'ambito sanitario: la legge n. 24 dell'8 marzo 2017 sulla responsabilità professionale (e relativo obbligo a proprie spese di copertura assicurativa per gli esercenti le professioni sanitarie) e la legge di riordino delle professioni sanitarie cd. DDL Lorenzin (trasformazione dei collegi in ordine degli infermieri). Per contro la legge di bilancio 2018 non ha provveduto a finanziare la RIA (retribuzione  DEGLI INFERMIERI individuale di anzianità) come invece avvenuto per la dirigenza medica. Eppure si trattava veramente di pochi euro. Accanto a ciò rimane irrisolta anche per questa tornata contrattuale la destinazione, con conseguente de-finanziamento del fondo delle fasce, dell'ex indennità infermieristica.

 

L'impianto contrattuale che ci è stato proposto non prevede alcuna valorizzazione di questa professione sanitaria su cui continua a pesare l'aumento delle cronicità e dei pazienti non autosufficienti, l'apertura dei servizi sanitari nelle 24 ore (personale turnista e di emergenza) nonché il taglio delle dotazioni organiche con un invecchiamento preoccupante della categoria che pone un serio problema di sostenibilità del sistema. A fronte di ciò abbiamo anzi ricevuto la inaccettabile richiesta di derogare alla normativa europea sull'orario di lavoro per sospendere i riposi e lavorare continuativamente sempre di più scaricando poi la responsabilità degli esiti direttamente sul professionista.

 

Se il legislatore ha deciso di valorizzare nominalmente la categoria parificandola alla dirigenza sanitaria sotto il profilo della responsabilità e dell'ordinistica, ci aspettiamo che anche economicamente e normativamente la contrattazione riconosca gli oneri che gli infermieri italiani sopportano quotidianamente nel garantire il diritto alla salute. Pari dignità, ad esempio, significa stesse condizioni per esercitare la libera professione ed il diritto/dovere di formazione ECM....

 

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Concluse le simulazioni per Preselezione Concorso ASL Teramo a cura del NurSind. Grande partecipazione

Si è conclusa oggi pomeriggio con l'ultima simulazione, l'iniziativa del Nursind Teramo in vista della preselezione del Concorso Pubblico indetto dalla ASL Teramo.

Il tanto temuto ed atteso concorso sarà affrontato con maggiore sicurezza e serenità da parte dei numerosi infermieri che hanno con entusiasmo partecipato all’iniziativa.

Cinque giorni impegnativi anche per noi della segreteria NurSind di Teramo e non di facile attuazione, vista la grande partecipazione: duecentocinquanta infermieri.... Continua la lettura su www.infermieristicamente.it

Ecm: più della metà degli infermieri inadempienti, ma le sanzioni rimangono sulla carta.

 

Solo il 32 per cento degli infermieri risulta in regola con l’obbligo formativo per il triennio 2014-2016, ma dopo 15 anni dall’entrata in vigore dell’obbligo alla formazione continua in medicina, gli ordini e i collegi professionali ancora non applicano agli operatori sanitari inadempienti le sanzioni previste per legge

A scattare questa impietosa fotografia  il quotidiano economico  Il Sole 24Ore sui  dati forniti dal Cogeaps,  il Consorzio delle professioni sanitarie che gestisce l’anagrafe nazionale dei crediti formativi e che  ha l’obbligo di comunicare le informazioni sull’iter formativo degli iscritti a tutti gli ordini e collegi delle categorie professionali sanitarie.

Nonostante si registri  un trend di crescita nell’assolvere all’obbligo formativo,( 20milioni di crediti in più per il triennio 2014-2016), gli operatori sanitari  continuano ad essere i professionisti maggiormente inadempienti. I più virtuosi nell’applicazione dei degli obblighi formativi previsti  dalla riforma delle professioni (Dpr 137/2012) in assoluto gli avvocati con circa 82%  dell’assolvimento dell’obbligo.

Nell’ambito sanitario, invece,  le migliori performance (se cosi si può definirle)   le fanno registrare i medici con il 41,2%  in regola con gli obblighi formativi previsti per legge, seguiti dai farmacisti con 39,9%, e dagli infermieri con il 32%: fanno peggio degli infermieri solo i veterinari con il 21,2 %.

Nella sanità il sistema di aggiornamento e formazione continua basato sui crediti Ecm viene introdotto  con la riforma Bindi ( D.lgs 229/99),diventando operativa però solo dal 2002 e a regime dal 2008.La normativa affida la parte sanzionatoria alla potestà  disciplinare dei singoli ordini e collegi che, finora non hanno quasi mai utilizzato questa prerogativa e ciò nonostante il Dm 47/2016 abbia inserito  la formazione continua tra i requisiti obbligatori per la poter rimanere iscritti agli Albi e Ordini di appartenenza. Pochissimi, infatti, gli iter di contestazione finora avviati e ciò anche per effetto delle moratorie concesse per mettersi in regola ( nella sanità c’è tempo ancora per pochi giorni, fino al 31 dicembre si potranno recuperare i crediti mancanti del triennio 2014-2016).Unica eccezione, in questo quadro di generale lassismo, l’ordine dei geologi che ha avviato ben 734 procedimenti disciplinari.i testo >>

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Chemioterapia killer. Condannato il primario, pene ridotte per le due infermiere

Valeria Lembo, muore a 34 anni, il 29 Dicembre 2011, presso reparto oncologico del Policlinico di Palermo, per una eccessiva somministrazione di un farmaco chemioterapico: una dose di 90 milligrammi di vinblastina, anziché di 9 milligrammi, una dose dieci volte superiore, letale, che la uccise a tre settimane di distanza dalla somministrazione.

A finire sotto processo sono stati, S.P., l'allora primario del reparto di oncologia medica, il medico L.DN., lo specializzando A.B., lo studente universitario in medicina G.M., e le due infermiere C.G, E.D., imputati a vario titolo per omicidio colposo e falsificazione di cartella.

Quattro anni e sei mesi di reclusione per l'ex Primario, la dottoressa e lo specializzando, sono stati chiesti dalla Procura; un anno di reclusione per lo studente in medicina e tre anni di reclusione per le due infermiere, queste le condanne chieste.

Oggi si è pronunciata la Corte di Appello sesta sezione ha confermato la condanna per l'ex primario di Oncologia medica Sergio Palmeri a 4 anni e sei mesi per omicidio colposo e ha ridotto le pene riconoscendo le attenuanti generiche per gli altri quattro imputati....

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