Vi segnaliamo: Pronto soccorso. Ecco le proposte di riforma del ministero della Salute: via i colori per il triage, arrivano nuovi codici numerici (da 1 a 5) con attesa massima di 4 ore. Dopo 8 ore obbligo di ricovero in reparto. Più spazio agli infermieri e particolare attenzione a bambini, donne e anziani.

Si va dal codice 1 per contraddistinguere l’emergenza con la necessità di accesso immediato, al codice 2 per l’urgenza con accesso entro i 15 minuti, codice 3 per l’urgenza differibile con accesso entro 60 minuti, codice 4 per l’urgenza minore con accesso entro i 120 minuti, fino al 5 per la non urgenza con un accesso che dovrà avvenire entro i 240 minuti....

 

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Terzo congresso territoriale della Segreteria Nursind di Teramo

Si è svolto il terzo congresso territoriale della Segreteria NurSind di Teramo.
 
Giuseppe De Zolt è stato riconfermato Segretario Territoriale e Alessio Febo ricoprirà il ruolo di Segretario Amministrativo.
 
Il Direttivo passa dagli attuali 3 a 5 membri. Entrano a far parte del nuovo Direttivo: Mauro Di Basilio, Giuseppe Giannetti, Roberto Di Mattia.
 
Interessanti argomenti e riflessioni sono stati affrontate durante il congresso.
Soddisfatto Giuseppe De Zolt: risultati svolti in questi tre anni, sono frutto di un lavoro di squadra.
 
"Ringrazio tutti per la fiducia ed in particolare i membri del Direttivo e il Presidente della Commissione elettorale Andrea Fini. Continueremo a lavorare duramente per i prossimi tre anni, - conclude De Zolt - a tutela della categoria infermieristica e del diritto alla salute"
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Asl Teramo, 191 lavoratori a casa. Il Nursind: “Servono volontà politica e programmazione aziendale”

Se la Asl non troverà la soluzione per evitare la cessazione dei 191 contratti a tempo determinato in scadenza il 31 ottobre, a pagarne le conseguenze saranno più di tutti i cittadini.

 

 

Il segretario provinciale del Nursind Teramo, Giuseppe De Zolt, va dritto al cuore del problema che sta investendo l'Azienda sanitaria locale. "Non c'è solo in ballo il destino lavorativo di ben 191 figure professionali, di cui una cinquantina di infermieri, ma soprattutto i servizi sanitari offerti da questi professionisti. Servizi essenziali che, qualora la Asl si trovasse improvvisamente senza queste unità di personale, non potrebbe più garantire".

 

 

Nell'incontro convocato giovedì dalla direzione dell'azienda con le organizzazioni sindacali, è stata espressa unanime contrarietà all’ipotesi di cessazione dei contratti. La lettura di De Zolt è chiara: "Le responsabilità sono di tipo politico ma anche aziendale. La Asl di Teramo è virtuosa e rispetta il tetto complessivo di spesa per il personale.

 

Tuttavia gli 8 milioni spesi nel 2009 per i contratti a tempo determinato...

 

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Bottega:"Sul contratto Sanità avevamo ragione". I confederali fanno marcia indietro. Paura di perdere iscritti?

Da lettere al Direttore, su Quotidiano Sanità

Di Andrea Bottega

 

Gentile direttore,
desta non poco stupore, anche se fa piacere, sapere che in merito a quanto espresso al tavolo negoziale al momento della firma del CCNL comparto sanità 2016-2018, Nursind aveva ragione. Che alla pessima qualità del contratto stipulato abbia fatto da pendant il conseguente risultato politico ottenuto dall’allora maggioranza di governo è una logica conseguenza. Dalle urne a marzo se ne è accorto il PD, ad aprile i sindacati confederali.
 
Ma considerato che al peggio non c’è mai fine, ora si accorgono che l’applicazione in sede aziendale del CCNL comporta ulteriori motivi di conflitto e inchioda i firmatari e i dirigenti aziendali ad una croce che i dipendenti non sono disposti a portare.

 Ecco allora che il comitato di settore delle Regioni (ancora di estrazione centrosinistra) su sollecitazione dei sindacati firmatari (che per esigenze politiche hanno dovuto sottoscrivere il contratto che lo stesso centrosinistra gli ha somministrato) tenta di correre ai ripari. Come? Con la riscrittura delle norme più scabrose attraverso degli orientamenti applicativi che poi l’Aran emana in risposta ai quesiti posti dalle amministrazioni.


È il caso della mobilità per compensazione, eliminata con l’abolizione dell’art. 19 del CCNL integrativo del 2001 e salvata ricorrendo ad una circolare della funzione pubblica del 2015. È il caso del diritto alla mensa per il personale turnista, salvato affermando che il comma 4 dell’articolo 27 riguarda solo il personale giornaliero mentre per i turnisti si applica l’art. 8 del DLgs 66/2003.

 Pare inoltre che i sindacati stiano premendo sulle Regioni – e sull’Aran che ben volentieri si era già allineato alla corrente politica di allora - per avere un’interpretazione più “estensiva” dei vincoli percentuali (il 20 e 30%) calcolati sul mese per le indennità sui due e tre turni previste dall’art. 86 in modo da salvare almeno in parte quanto erogato nelle aziende sulla base di precedenti accordi aziendali. Da fine maggio, diversamente da prima, la materia è disciplinata a livello nazionale e a livello locale le sigle confederali sono in forte difficoltà e rischiano un’emorragia di iscritti.

 Certamente a Nursind, come detto all’inizio, fa piacere se l’orientamento applicativo comporterà il superamento dei limiti previsti, tuttavia non possiamo non chiederci perché non ci hanno ascoltato in sede negoziale, perché ora dichiarano stati di agitazione contro norme da loro stessi sottoscritte (è il caso delle segreterie confederali delle Marche).

 

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Corso di Formazione 9 Ottobre 2018

Il Nursind è lieto di presentare il 9 Ottobre corso di formazione ECM: "Professioni sanitarie e assicurazioni sulla responsabilità"

 

L'obiettivo del corso è quello di approfondire, in modo critico, le tematiche dell'assicurazione professionale e della tutela legale declinandole sulla casistica professionale .

 

5 crediti ECM 
 

Due edizioni una la mattina una il pomeriggio

 

Vai al link edizione mattina

 

Vai al link edizione pomeriggio

 

 

 

 

 

Comparto Sanità e Contratto. Andrea Bottega: "Figli di un Dio minore? Sembrerebbe di Sì"

I due pesi e le due misure della contrattazione nazionale.

 

Ad alcuni mesi dalla sottoscrizione dei CCNL per i pubblici dipendenti, relativi al triennio 2016/2018 e perciò in scadenza al 31 dicembre di quest’anno, risulta necessario fare alcune considerazioni purtroppo abbastanza amare.

 

La stagione contrattuale, infatti, la cui conclusione è stata fortemente condizionata in negativo dalla imminenza delle elezioni politiche di marzo, come recentemente affermato anche dall’attuale Ministro della Funzione Pubblica, si è caratterizzata sul piano retributivo da un grave e disdicevole equivoco sul beneficio contrattuale di 85 euro medi, mensili, pro capite, che lungi dall’essere disponibili per tutti, sono stati concessi solo ad alcune limitate categorie di personale mediante uno strumento che rischia di rivelarsi un trucco:

l’elemento perequativo della retribuzione che ha consentito a tali pochi “fortunati” di arrivare ai fatidici 85 euro rischia di sterilizzarsi a dicembre, essendo la sua erogazione limitata al solo 2018 e dovendo eventualmente essere rifinanziato con il prossimo triennio contrattuale 2019/2021 che non si sa se ci sarà.

 

La conseguenza di un’eventuale mancata stabilizzazione dall’1/1/2019 di tale elemento retributivo determinerebbe per chi ne ha beneficiato il paradossale risultato di un abbassamento della retribuzione con la correlativa possibile perdita del bonus Renzi, perché quel minino beneficio contrattuale che residuerebbe potrebbe comunque portare più di qualcuno sopra  la soglia di concessione di tale bonus.

 

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Infermieri e contratto part-time. Dalla 104 alla pensione, tutto quello che devi sapere.

Conciliare il lavoro con la vita privata e familiare o permettere all’azienda di assumere riducendo notevolmente i costi, motivazioni principali per le quali, il contratto part-time si è diffuso nelle aziende, un pò meno in quelle sanitarie.

Vedremo quindi di seguito come funziona un contratto part-time, dalle ore di lavoro spettanti, alle ferie, ai permessi della legge 104.

 

Il contratto di lavoro part-time

Fermo restando che i lavoratori part-time hanno gli stessi diritti dei lavoratori con contratto full-time, la loro quantità di lavoro prestata è ridotta del 30%, 50% o 75% rispetto a questi ultimi.

Il lavoratore a tempo parziale deve coprire un minimo di prestazione lavorativa non inferiore al 30% del tempo pieno.

 

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La CGS incontra il ministro Bongiorno. Andrea Bottega: "Non si svilisca il ruolo dei Sindacati"

 

Roma, Stabilizzazione dei precari, assunzioni per il ricambio generazionale ma soprattutto attenzione alla condizione di alcune professioni che svolgono attività usuranti.

 

Sono queste alcune delle priorità esposte oggi dalla Confederazione generale sindacale (Cgs), nel corso del primo confronto con il ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno. "Per noi è importante che si avvii davvero un nuovo corso - evidenzia il vicesegretario generale della Cgs, Andrea Bottega - e che, quindi, non si ripetano gli errori del passato, svilendo il ruolo sindacale....

 

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Vi segnaliamo: Infermieri. Turni illegittimi? Non bastano a provare il danno esistenziale. Ecco perché

Non è sufficiente la prova dell'illegittima turnazione cui il ricorrente è stato sottoposto, per evidenziare il danno esistenziale, se questo non può di per sé dimostrare l'incisione in negativo sull'equilibrio e le abitudini di vita del lavoratore.

 

Cos’è il Danno Esistenziale

Il c.d. danno esistenziale consiste non già nel mero “sconvolgimento dell’agenda” o nella mera perdita delle abitudini e dei riti propri della quotidianità della vita, e in particolare da meri disagi, fastidi, disappunti, ansie, stress o violazioni del diritto alla tranquillità bensì nel radicale cambiamento di vita,nell’alterazione/cambiamento della personalità del soggetto.

 

Il danno esistenziale essendo legato indissolubilmente alla persona, e quindi non essendo passibile di determinazione secondo il sistema tabellare......

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Vi segnaliamo: Infermieri. Addio pausa mensa. In Area Vasta 2 Asur Marche arrivano i primi effetti dell’applicazione del nuovo CCNL

I primi effetti dell’applicazione del CCNL 2016/2018 cominciano a palesarsi.

E’ il caso della cancellazione del Diritto alla mensa, contemplato nell’articolo 27, al comma 4. Un articolo controverso, dall’interpretazione ambigua:

 

4. Qualora la prestazione di lavoro giornaliera ecceda le sei ore, il personale, purché non in turno, ha diritto a beneficiare di una pausa di almeno 30 minuti al fine del recupero delle energie psicofisiche e della eventuale consumazione del pasto, secondo la disciplina di cui all’art. 29 del CCNL integrativo del 20/9/2001 e all’art.4 del CCNL del 31/7/2009 (Mensa).

La durata della pausa e la sua collocazione temporale, sono definite in funzione della tipologia di orario di lavoro nella quale la pausa è inserita, nonché in relazione alla disponibilità di eventuali servizi di ristoro, alla dislocazione delle sedi dell’Azienda o Ente nella città, alla dimensione della stessa città....

 

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Vi segnaliamo : Riscatto Laurea per la pensione. La Guida, i costi e le Novità

Riscattare la Laurea, per chi può sostenerne i costi, ha indubbiamente due vantaggi:

    andare in pensione prima

    ed aumentare l’importo della pensione, una volta raggiunta l’età pensionabile.

Il costo, non indifferente, anche se è possibile rateizzarlo e detrarlo fiscalmente, varia in base al regime previdenziale, retributivo e contributivo in cui ricade il periodo da riscattare ed è condizionato dall'età, dalla retribuzione e dal sesso del richiedente.

 

Calcolare il costo del riscatto della Laurea a priori non è semplice, perché dipende da una serie di variabili.

Una cosa è certa, prima riscatta la laurea, più si risparmia. Il coefficiente per il calcolo infatti aumenta esponenzialmente con il passare degli anni.

 

Beneficiari

Per fare domanda di riscatto della laurea ai fini pensionistici – per gli iscritti alle gestioni previdenziali dei dipendenti privati – è innanzitutto necessario aver conseguito il titolo di studio...

 

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Vi segnaliamo: Infermieri. Pensione anticipata lavoro gravoso. In Gazzetta le regole per presentare la domanda . Vi anticipiamo come

La vigente normativa pensionistica, stabilisce il pensionamento anticipato, secondo precise regole, per chi rientra tra le categorie di lavoro “gravoso”, ovvero:

 

    lavoratori dipendenti con almeno 30 di anzianità contributiva e che svolgono da almeno sette anni nei dieci precedenti il pensionamento le professioni gravose;

    lavoratori in possesso di un’anzianità contributiva pari ad almeno 30 anni, addetti a lavorazioni particolarmente faticose e pesanti.

Ad eccezion fatta degli infermieri e delle ostetriche che devono aver svolto negli ultimi 6 anni lavoro notturno, ed aver maturato 36 anni di contributi.

 

Il Decreto Min. Lavoro del 5 febbraio 2018., ha fissato a 15 le categorie di lavoratori soggette al pensionamento anticipato per prestazioni gravose:

 

   - perai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici,

   - conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni,

   - conciatori di pelli e pellicce,

   - conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante,

   - conduttori di mezzi pesanti e camion,

   - personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni,

   - infermieri ed ostetriche

   -  insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido,

   -  facchini e addetti allo spostamento merci,

   -  personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia,

   -  operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti,

   -  operai agricoli,

   - marittimi,

   -  pescatori,

   -  operai siderurgici di seconda fusione.

     

Per i lavoratori che svolgono mansioni gravose non si applicherà l’aumento di 5 mesi dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia e anticipata.

La novità sulle pensioni dal 2019 per i lavori gravosi diventa ufficiale con il decreto attuativo del Ministero del Lavoro pubblicato in GU del 12 giugno 2018.

Il decreto detta le regole di Accesso alla pensione anticipata.

 

Come fare Domanda...

 

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ASL Teramo. Presunte irregolarità nei bandi di mobilità interna. La denuncia del NurSind

Denuncia della segreteria territoriale NurSind di Teramo, di fronte l’ennesimo tentativo da parte della ASL di Teramo di sistemare i soliti noti.
Nella giornata di ieri sono  state pubblicate nell’albo aziendale ben 3 mobilità interne per il personale infermieristico, felici di questo, abituati ad assegnazioni nominative per l’assegnazione di questi ruoli, siamo rimasti comunque perplessi nell’apprendere che le modalità di selezione per due dei tre bandi non risultano essere del tutto coerenti con il buon senso e le indicazioni dell’ultimo CCNL.

 

La mobilità per i due posti da Bed Manager ( figura di riferimento per conciliare i diversi percorsi dei pazienti in fase di ricovero) ha come paletto il possesso della laurea magistrale e soli 3 anni di anzianità in azienda in contrapposizione da quanto disposto per l’assegnazione di incarichi organizzativi o di funzione, al contrario riteniamo coerente il requisito richiesto della laurea magistrale.
L’altra mobilità per due posti da Case Manager ( figura di riferimento per predisporre l’assistenza in tutte le sue fasi, dall’ammissione fino alla dimissione e cure a lungo termine ) ha come requisito 3 anni di anzianità come l’altra, non richiede come requisito di accesso il master di specializzazione in case manager. 

 

Per quanto riguarda la mobilità interna si vede limitato l’accesso alla stessa per chi ha una prescrizione del medico competente, riteniamo che l’esclusione sia una discriminazione eccessiva, pensiamo infatti che sia corretto dare la possibilità di cambiare reparto anche ai colleghi con prescrizione che potranno “scelgliere” tra i reparti che comunque rispettano gli indici di MAPO assegnatogli dal medico competente aziendale.

Alla luce di quanto esposto, pur apprezzando lo sforzo della Dirigenza, non possiamo rimanere in silenzio....

 

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Alessio Febo Dirigente Sindacale Nursind Teramo

Contratti. L’ Europa dice sì al ricorso contro la norma che esclude dai tavoli contrattuali i non firmatari. Vittoria CGS

“E’ una norma di carattere estorsivo, perché un sindacato contrario a un contratto di lavoro, e che perciò decide di non sottoscriverlo, perde una parte delle proprie prerogative, cioè viene escluso dalle sequenze contrattuali e da tutti i livelli di contrattazione. Il danno, dunque, è notevole e abbiamo deciso di presentare ricorso in Europa perché riteniamo incostituzionale la normativa italiana, peraltro già dichiarata tale nel settore privato dalla Consulta”.

 

A dichiararlo è il Rino di Meglio, il segretario generale della Confederazione generale sindacale – Cgs ,che porta all’attenzione delle istituzioni comunitarie la normativa italiana in base alla quale i sindacati che non sottoscrivono i contratti collettivi nazionali di lavoro sono esclusi da tutti gli altri livelli di contrattazione.

 

Una norma in palese contrasto con quanto sancito dall’articolo 39 della Costituzione e con l’articolo 11 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che tutela le libertà di riunione e di associazione in cui rientrano anche le libertà sindacali.

Ed oggi arriva la notizia che il reclamo al Comitato dei diritti sociali del Consiglio d’Europa contro le violazioni della Carta sociale europea commesse dal governo è stato dichiarato ammissibile.

 

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Privacy. Da oggi in vigore il GDPR. Punto per punto tutte le principali novità

 

Nasce la figura del DPO – Data Protection Officer, al quale viene affidato il compito di garantire che le imprese e gli enti gestiscano i dati personali trattati in maniera corretta; può essere sia un dipendente del titolare o del responsabile del trattamento, che un soggetto esterno chiamato ad assolvere i suoi compiti in base a un contratto di servizi.

 

Il GDPR prevede l’ introduzione di due registri fondamentali nella gestione dei dati personali: il registro delle attività di trattamento ed il registro delle categorie di attività svolte per conto di un titolare del trattamento.

 

Il registro delle attività di trattamento prevede:

   - le finalità del trattamento;

   -  la descrizione delle categorie di interessati e delle categorie di dati personali;

   -  le categorie di destinatario cui sono stati o saranno comunicati i dati personali raccolti;

   - gli eventuali trasferimenti di dati personali verso un paese terzo o un'organizzazione internazionale, con l'identificazione di tali soggetti e, ove necessaria, la documentazione delle garanzie adeguate;

    -  i termini ultimi previsti per la cancellazione delle diverse categorie di dati (ove possibile);

    - la descrizione generale delle misure di sicurezza tecniche e organizzative (ove possibile).

 

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Firmato il CCNL del comparto sanità 2016-2018. NurSind NON firma :"Tuteleremo i nostri diritti e quelli dei lavoratori nelle sedi giudiziarie"

Nursind: “non abbiamo firmato perché è un contratto in perdita per i lavoratori. Tuteleremo i nostri diritti e quelli dei lavoratori nelle sedi giudiziarie. L’obbligo di svolgere lavoro straordinario è inaccettabile per la dignità dei lavoratori.”

 

 

A seguito della certificazione della Corte dei Conti oggi presso l’Aran si è tenuto l’incontro per la sottoscrizione definitiva. Poco prima delle ore 16 i sindacati hanno sottoscritto definitivamente il CCNL 2016-2018 del comparto sanità.

Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, ha ritenuto di non sottoscriverlo.

 

“E’ un atto di coraggio e coerenza – commenta Andrea Bottega segretario nazionale Nursind – perché abbiamo fin da subito evidenziato come questo testo sia peggiorativo per la categoria e per molti lavoratori che garantiscono ogni giorno il diritto costituzionale alla salute. In particolare vogliamo ricordare che:

   

  -l’elemento perequativo che compensa ai redditi più bassi il venir meno del bonus previsto dal Governo, termina al 31 dicembre 2018;
 

  -le indennità di turno in diversi casi non saranno più erogate (con conseguente perdita economica) perché è stata definita una soglia più elevata da quanto stabilito in molti contratti aziendali;
 

  - scompare il diritto alla pausa mensa per il personale che garantisce i servizi nelle 24 ore anche se lavora 12 ore consecutive;
  

  - compare l’obbligo di svolgere lavoro straordinario;....

 

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12 maggio 2018. Vent'anni di NurSind. Chiediamo dignità professionale per gli Infermieri

Nursind: “festeggiamo i vent’anni del sindacato autonomo chiedendo che sia riconosciuta la dignità professionale degli infermieri italiani”

 

di Andrea Bottega

Quest’anno ricorre un particolare anniversario in occasione della giornata internazionale dell’infermiere: i vent’anni del sindacato di categoria Nursind.

Il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, si costituisce, infatti, il 12 maggio 1998 a Roma con lo scopo di unire le prime esperienze di sindacalismo autonomo presenti sul territorio nazionale.

 

Da allora strada ne è stata fatta e oggi Nursind è il sindacato di categoria con il maggior consenso nel comparto sanità (più di 32.000 voti).

 

Membro della Confederazione Generale Sindacale (CGS), il sindacato Nursind è divenuto il punto di riferimento nazionale per le politiche sindacali e del lavoro degli infermieri.

 

Accanto a questo riconoscimento non possiamo oggi non ricordare anche, sull’altro fronte, il riconoscimento che il legislatore, qualche mese fa, ha voluto dare agli infermieri italiano trasformando la rappresentanza professionale da collegio a ordine (legge 3/2018)....

 

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Infermieri pronti ai nuovi concorsi? Ecco le Linee Guida Ministeriali

Pubblicate le Linee Guida Ministeriali sulle nuove procedure concorsuali nella Pubblica Amministrazione (allegata)


La direttiva n.3/2018 del Ministro per la semplificazione e la Pubblica amministrazione del 24 aprile 2018, definisce le modalità di reclutamento del personale delle P.A., requisiti di ammissione, le preselezioni, i titoli, le prove, le commissioni di concorso, la formazione della graduatoria. In sintesi alcuni contenuti.

 

In relazione alla professionalità da assumere, l’azienda sceglie la tipologia di concorso pubblico più appropriata tra:

  

- Concorso pubblico per esami;
  

- Concorso pubblico per titoli;
  

- Concorso pubblico per titoli ed esami;
  

- Corso-concorso;
  

- Selezione mediante svolgimento di prove volte all’accertamento della professionalità richiesta

Il bando concorsuale dovrà rispondere ai criteri di celerità ed efficacia, che potranno essere realizzati anche con l’ausilio di sistemi automatizzati e forme di preselezione....

 

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Quello che il calabrone non sa

 

Corso di formazione GRATUITO per tutti gli iscritti


9,6 crediti ECM

 

Relatore dott. OSVALDO BARBA INFERMIERE e componente del Direttivo Nazionale NurSind
Giovedì 24 maggio 2018 presso l’aula convegni del PO di Teramo 2^ lotto


100 posti disponibili
iscrizione al link allegato

 

Vi segnaliamo: Teramo, NurSind primo sindacato alle elezioni RSU della Asl

 

Storica affermazione del NurSind che diventa per la prima volta il primo sindacato per numero di deleghe e voti ottenuti alle elezioni per la RSU della Asl di Teramo.

 

Si è votato per il rinnovo della rappresentanza sindacale in seno all’azienda sanitaria il 17, 18 e 19 aprile 2018. Si sono recati alle urne 2153 dipendenti della Asl. Il NurSind ha ottenuto 676 voti (il 32,2%) conquistando 10 seggi sui 33 da assegnare: un incremento di tre delegati rispetto alla precedente composizione della Rsu quando il NurSind ottenne 394 voti.

 

Gli eletti nella lista del NurSind, composta interamente ed esclusivamente da infermieri, sono: Giuseppe De Zolt, Alessio Febo, Francesco Visciotti, Pasquale Lisciani, Roberto Di Mattia, Luca Ruggieri, Flavio Mariani, Francesca Marcangelo, Agnese Mettimano e Cristina Di Ottavio. A sottolineare il successo anche un altro dato: dei tre candidati più votati due sono risultati essere del NurSind.

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Vi segnaliamo: Sciopero di 48 ore degli infermieri: grande partecipazione alle assemblee negli ospedali teramani

Anche il NurSind Teramo ha aderito allo sciopero di due giorni indetto a livello nazionale per protestare contro la firma del contratto nazionale di lavoro, sottoscritto dalle altre organizzazioni sindacali in occasione della grande manifestazione di Roma dello scorso 23 febbraio.

 

Elevata la partecipazione degli infermieri in servizio nella Asl di Teramo che giovedì 12 e venerdì 13 aprile, nei quattro presidi ospedalieri della Asl di Teramo, hanno dato vita ad assemblee sindacali retribuite nelle quali, insieme ai rappresentanti del NurSind, sono stati discussi i contenuti del contratto e le motivazioni della protesta.

 

Giovedì 12 aprile sono stati gli infermieri di Teramo e Giulianova a riunirsi in assemblea nelle aule convegni dei due ospedali, mentre venerdì 13 aprile è stata la volta dei presidi di Sant’Omero e Atri. Gli infermieri hanno garantito i servizi minimi d’urgenza previsti dalla normativa sul diritto di scioperò nella sanità. Disagi si sono registrati a Teramo, Giulianova e Sant’Omero per alcune sedute operatorie non d’urgenza posticipate rispetto all’orario previsto.

 

Il NurSind resta fermamente convinto della propria posizione contraria all’accordo sul contratto collettivo, ritenuto inaccettabile e penalizzante sia dal punto di vista economico, sia da quello normativo, per la categoria che sorregge l’intero sistema sanitario nazionale. Un contratto che si traduce in maggior lavoro, meno diritti e più precarietà per gli infermieri.

 

È emblematico che anche Cgil, Cisl e Uil, sigle firmatarie del contratto, a posteriori abbiano riconosciuto i difetti del testo chiedendone la revisione per almeno 34 articoli. Un ravvedimento paradossale e tardivo visto che a noi era parso subito evidente, sin da una prima lettura, che il contratto presentava numerose storture.

 

Il NurSind ribadisce che non firmerà ...

 

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Vi segnaliamo: Contratto. La Decisione del Consiglio Nazionale: NurSind non firmerà. Confermato sciopero 12 e 13 aprile

Anteporre gli interessi degli infermieri a quelli di chi fa sindacato implica la non sottoscrizione del CCNL 2016-2018. La dignità del lavoro dei professionisti che rappresentiamo non è negoziabile, è questione di coerenza. Confermate, dunque, le 48 ore di sciopero il 12 e 13 aprile 2018

 

Roma, 26 marzo – “Nessun cambio di linea rispetto a un contratto che per noi rimane irricevibile. Anche dopo un’attenta analisi del testo, infatti, il Consiglio nazionale Nursind, che si è riunito nelle ultime ore con la partecipazione di tutte le segreterie territoriali in rappresentanza dei 30 mila iscritti, non ha avuto dubbi. La decisione di dare mandato alla Direzione nazionale di non sottoscrivere il Ccnl 2016-2018 è stata presa con il 95 per cento dei voti, contro l’1 per cento di favorevoli e il 4 di astenuti”. A darne notizia è il segretario nazionale Nursind, Andrea Bottega, che conferma anche le due giornate di sciopero già annunciate per il 12 e 13 aprile prossimi: “Gli interessi degli infermieri vengono prima di tutto. E’ stata questa la bussola che ha orientato il nostro giudizio negativo sul testo e, di conseguenza, la decisione di portare avanti una mobilitazione di 48 ore per ribadire la necessità di non dare seguito alla pre-intesa ma di riaprire la contrattazione. Unica strada – rimarca Bottega -   per modificare sostanzialmente un contratto pessimo e penalizzante per le professioni sanitarie e in special modo per il personale turnista”.     


Il Nursind punta l’indice soprattutto su alcuni aspetti di carattere normativo ed economico peggiorativi rispetto al precedente accordo, a cominciare dallo straordinario obbligatorio e destinato ad aumentare fino alla deroga ai riposi per i turnisti e per chi è in pronta disponibilità, passando per la negazione del diritto alla mensa a danno di  quest’ultima categoria e dei notturni. “Senza tralasciare, però, neppure la questione delle indennità, ferme al secolo scorso – sottolinea ancora Bottega – e un aumento della precarietà nelle carriere organizzative e professionali che scaturirebbe dalle nuove regole”....

 

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Vi segnaliamo: Contratto. Lo straordinario obbligatorio degli infermieri spaventa la Cgil Medici. Ma la Cgil FP lo ha firmato

Il nuovo CCNL del comparto sanità non piace ai medici, che si dichiarano allarmati delle norme contenute; a dichiararlo Andrea Filippi, segretario della Cgil Medici.

Nello specifico, l’art 31 del Contratto, in riferimento allo straordinario obbligatorio, spaventa non soltanto gli infermieri che lo subiranno, ma anche i medici, che indirettamente subiranno gli effetti di una norma schiavizzante.

“Il lavoratore,salvo giustificati motivi di impedimento per esigenze personali e familiari, è tenuto ad effettuare il lavoro straordinario”. Chi non può dovrà addurre motivi scritti.

Una norma che trasforma il lavoro “straordinario” in “ordinario”, un aumento fittizio delle ore di lavoro degli operatori sanitari, già invecchiati, messi alla prova da turni massacranti che si protraggono da anni a causa della cronica mancanza di personale sanitario, alla quale questo CCNL, quasi a costo zero, visto i vergognosi aumenti salariali, vuole rimediare, “sfruttando” il personale in servizio, a discapito della salute psico-fisica degli operatori sanitari, della qualità dell’assistenza, della salute del paziente.

E mentre il contratto della dirigenza medica è fermo al palo, in attesa di un chiarimento sulle risorse disponibili, specie in merito alle indennità di esclusività, la stessa si dichiara “non invidiosa” della pre-intesa di contratto del comparto, e si dichiara preoccupata delle norme contenute...

 

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Vi segnaliamo: 112, le nuove linee guida: 90 secondi per la presa in carico del cittadino. Punto per punto cosa prevedono

Arrivano dal Ministero le nuove linee guida per migliorare la procedura di risposta del numero unico 112 che, coinvolge la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, i Vigili del Fuoco e l’Emergenza sanitaria.

Il numero unico 112 nacque nel 2002 da una direttiva Europea, ed è stato recepito in Italia solo dallo scorso anno e non ancora in tutto il territorio.

Da quando è entrato in vigore, non pochi problemi ha creato: i tempi di risposta si sono allungati, mettendo a rischio la sicurezza del cittadino; molti limiti del numero unico, si sono infatti evidenziati in situazioni di emergenza grave e questo a causa del doppio passaggio di chiamata, ovvero, alla composizione del 112, prima risponde l’operatore della centrale ed in seconda battuta questa viene smistata all’operatore del caso.

Il nuovo documento che integra i protocolli già esistenti del numero unico 112, ha lo scopo di migliorare i tempi di risposta.

Questo si sofferma su tre punti:

 

1) stabilire una tempistica massima ottimale entro la quale deve concludersi la fase tra la risposta alla chiamata di soccorso da parte della Centrale Unica di Risposta (CUR) e la sua presa in carico da parte della Sala operativa di 2° livello (PSAP2);

 

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Vi segnaliamo: Intervista ad Andrea Bottega-tutta la verità su contrattazione e contratto

In occasione del primo congresso Fnopi appena concluso a Roma, il NurSind aveva uno stand particolarmente frequentato dagli infermieri visitatori che hanno approfittato per prendere informazioni, ottenere pubblicazioni e materiale informativo.

 

Soprattutto, potevano trovare in postazione il consigliere del Direttivo Nazionale Salvo Lopresti, il Segretario Amministrativo NurSind Daniele Carbocci e il segretario Nazionale NurSind Andrea Bottega, tutti impegnati a rispondere alle domande e a d animare chiacchierate sull'attualità e sulla bontà del progetto del sindacato di categoria.

 

Andrea, sempre presente allo stand ha potuto interloquire con chiunque aveva il piacere di salutarlo incontrarlo e ottenere di prima mano le informazioni su come siano andate le trattative all'Aran, su come le dinamiche della contrattazione...

 

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Vi segnaliamo: Infermieri: sindacati autonomi ancora in sciopero. Stop di 48 ore il 12 e 13 aprile

Nursing Up e Nursind hanno proclamato altre due giornate di sciopero dopo lo stop del 23 febbraio. I due sindacati non hanno firmato la preintesa sul contratto e si dicono pronti a una vertenza ad oltranza. Tra i motivi del dissenso con gli altri sindacati il livellamento verso il basso delle retribuzioni e il mancato riconoscimento della progressione economica e contrattuale per la categoria.

 

27 FEB - Proclamate 48 ore di sciopero degli infermieri e del personale del comparto sanità (esclusa dirigenza) il 12 e 13 aprile 2018 per tutti i turni di servizio. Annunciate assemblee sul territorio nazionale: l'astensione dal lavoro avrà inizio dalle 00:00 di giovedì 12 aprile e proseguirà fino alle 24:00 di venerdì 13 aprile. Il primo ad annunciarlo è stato Nursing Up, che intende proseguire, congiuntamente con l'altra sigla di categoria Nursind, le protesteiniziate lo scorso 23 febbraio con lo sciopero nazionale e la manifestazione di piazza a Roma.
 
“Andiamo avanti con 48 ore di sciopero, forti dell'adesione massiccia dei professionisti sanitari che hanno provocato venerdì scorso il blocco delle sale operatorie degli ospedali e degli ambulatori nelle aziende sanitarie di tutta Italia. Vogliamo ascoltare il grido di protesta che si è levato durante la grande manifestazione di piazza Santi Apostoli, il grido di chi chiede riconoscimenti della propria dignità professionale che si traduce in una giusta retribuzione e turni di lavoro più umani”. É quanto ha dichiarato il presidente del sindacato Nursing Up, Antonio De Palma, che si dice certo della massima partecipazione.
 
“Non sarà certo un contratto misero, come quello sottoscritto il 23 febbraio scorso senza di noi, a fermare gli infermieri italiani. La mobilitazione prosegue – ha spiegato  il sindacalista - per le stesse ragioni di prima: riteniamo inaccettabile la carenza di risorse dovuta al disinteresse del Governo verso gli infermieri e gli altri lavoratori del Ssn. C'è stata una grave mancanza di rispetto da parte delle istituzioni verso le migliaia di infermieri che hanno scioperato, nell'affrettare la chiusura del Ccnl con un tour de force di 28 ore, senza dare risposte alle nostre richieste”.

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Vi segnaliamo: Ccnl comparto: l’Aran convoca i sindacati 24 ore prima dello sciopero (confermato)

Auspicata ieri dal governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, è arrivata in meno di 24 ore la convocazione dell’Aran ai sindacati dei lavoratori del Comparto sanità per chiudere la partita del rinnovo contrattuale 2016-18. L’appuntamento è fissato per le 10 del 22 febbraio. Ma la notizia è stata accolta come una presa in giro dai sindacati degli infermieri, Nursing Up e Nursind in testa.

 

I lavoratori sono delusi per com’è stata impostata la trattativa. La sensazione è che tutto sia stato deciso dalla parte istituzionale sulla testa di chi lavora nelle corsie del Ssn. E che il coinvolgimento con i sindacati risponda solo a esigenze “formali”. Si partiva da una certezza: l’aumento di 85 euro lordi in busta paga. Poi ieri il quadro è cambiato:...

 

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NurSind, infermieri in sciopero il 23 febbraio. Protesta unitaria con dirigenza


Roma, 1 febbraio – Nel rispetto della disciplina della commissione di garanzia che regolamenta gli scioperi, in seguito alla mobilitazione nazionale della dirigenza sanitaria spostata dall’8-9 febbraio al 23, il NurSind nella tarda serata di ieri ha accettato di convergere sulla stessa data per la sua protesta nazionale: anche gli infermieri, quindi, incroceranno le braccia il prossimo 23 febbraio.

 

“Cambia la data, ma non le ragioni e le finalità del nostro sciopero - spiega Andrea Bottega, segretario nazionale NurSind - Il 26 febbraio, giorno da noi scelto per astenerci dal lavoro, infatti, risultava troppo ravvicinato a quello individuato dai camici bianchi. Abbiamo quindi deciso di coalizzare il dissenso verso le politiche sanitarie di questo governo unificando la data della nostra protesta. Dirigenza e comparto sanità dunque saranno compatti il prossimo 23 febbraio per dire no a un rinnovo contrattuale che si preannuncia peggiorativo rispetto al precedente”.

 

Chiediamo al Governo di assumere le proprie responsabilità incrementando le risorse a disposizione della contrattazione per dare risposte concrete agli infermieri ed ai professionisti sanitari del comparto, per realizzare provvedimenti strutturali volti al riconoscimento concreto del loro ruolo, del loro elevato profilo formativo e delle loro responsabilità: è necessario finanziare, come già avvenuto per i medici, la RIA del comparto e portare i professionisti sanitari dalla categoria D, dove si trovano, alla categoria DS.

 

Chiediamo direttive e risorse finalizzate ad una revisione completa del sistema delle indennità, ivi compreso il finanziamento dell’ ex indennità infermieristica di cui all’articolo 40 del CCNL 1999. Non è più accettabile, solo per citare un esempio, che ad un operatore che svolge un turno di lavoro notturno spetti una indennità risibile, poco più di 2 euro all’ora durante il periodo che va dalle 22 alle 6 del mattino.

 

Chiediamo direttive e risorse finalizzate a sostenere l’aggiornamento professionale dei professionisti del comparto, per i quali deve essere operata una riduzione del debito orario settimanale (orario di servizio) pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come già avviene per i medici.

 

Chiediamo direttive e nuove risorse finalizzate all’immediato e stabile riconoscimento, sia economico che giuridico, per la valorizzazione delle competenze cliniche e gestionali degli interessati, ivi compresi gli infermieri specialisti e gli esperti in applicazione della Legge 43/06 e per la valorizzazione economico giuridica della funzione di coordinamento.

 

Chiediamo direttive finalizzate alla detassazione del salario di produttività, come per il privato, ed a dare soluzione al demansionamento della categoria, derivante dal blocco del turn over e dalle mancate sostituzioni del personale a vario titolo assente.

 

Chiediamo direttive con le quali venga revocato il mandato già conferito all’ARAN, di mettere in discussione le deroghe al riposo minimo continuativo di 11 ore ogni 24 previsto dai regolamenti UE. Gli infermieri ne uscirebbero massacrati e potrebbe essere messa a repentaglio, in talune occasioni, l’assistenza resa al cittadino.

 

Chiediamo l’impegno del Governo, ad attivare le procedure finalizzate al riconoscimento, nei confronti dei professionisti sanitari del comparto sanità, del diritto di svolgere attività libero professionale, anche con modalità analoghe a quelle già previste per il personale medico.

 

Chiediamo l’immediata creazione, per il personale "infermieristico e sanitario“ della distinta sezione contrattuale prevista dall’art 40 c. 2 del dlgs 30.03.2001 n 165, ricorrendo- allo stato-le condizioni previste dal legislatore.

 

Chiediamo direttive idonee ed azioni concrete volte a superare l’attuale mancanza di criteri generali, nazionali ed uniformi per la determinazione , in ogni azienda, e per ogni servizio delle dotazioni organiche infermieristiche e delle figure di supporto.

Contratto Sanità. E' sciopero. Il 26 Febbraio manifestazione a Roma


E' ufficiale. Gli infermieri incroceranno le braccia per 24 ore il 26 febbraio, data dello sciopero nazionale.
Ad annunciarlo è il Segretario Nazionale NurSind, Andrea Bottega. "Fallito il tentativo di conciliazione, il 26 febbraio sarà sciopero nazionale degli infermieri".


Chiediamo al Governo di assumere le proprie responsabilità incrementando le risorse a disposizione della contrattazione per dare risposte concrete agli infermieri ed ai professionisti sanitari del comparto, per realizzare provvedimenti strutturali volti al riconoscimento concreto del loro ruolo, del loro elevato profilo formativo e delle loro responsabilità: è necessario finanziare, come già avvenuto per i medici, la RIA del comparto e portare i professionisti sanitari dalla categoria D, dove si trovano, alla categoria DS.

 

Chiediamo direttive e risorse finalizzate ad una revisione completa del sistema delle indennità, ivi compreso il finanziamento dell’ ex indennità infermieristica di cui all’articolo 40 del CCNL 1999. Non è più accettabile, solo per citare un esempio, che ad un operatore che svolge un turno di lavoro notturno spetti una indennità risibile, poco più di 2 euro all’ora durante il periodo che va dalle 22 alle 6 del mattino.

 

Chiediamo direttive e risorse finalizzate a sostenere l’aggiornamento professionale dei professionisti del comparto, per i quali deve essere operata una riduzione del debito orario settimanale (orario di servizio) pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come già avviene per i medici.

 

Chiediamo direttive e nuove risorse finalizzate all’immediato e stabile riconoscimento, sia economico che giuridico, per la valorizzazione delle competenze cliniche e gestionali degli interessati, ivi compresi gli infermieri specialisti e gli esperti in applicazione della Legge 43/06 e per la valorizzazione economico giuridica della funzione di coordinamento.

 

Chiediamo direttive finalizzate alla detassazione del salario di produttività, come per il privato, ed a dare soluzione al demansionamento della categoria, derivante dal blocco del turn over e dalle mancate sostituzioni del personale a vario titolo assente.

Chiediamo direttive con le quali venga revocato il mandato già conferito all’ARAN, di mettere in discussione le deroghe al riposo minimo continuativo di 11 ore ogni 24 previsto dai regolamenti UE. Gli infermieri ne uscirebbero massacrati e potrebbe essere messa a repentaglio, in talune occasioni, l’assistenza resa al cittadino.

 

Chiediamo l’impegno del Governo, ad attivare le procedure finalizzate al riconoscimento, nei confronti dei professionisti sanitari del comparto sanità, del diritto di svolgere attività libero professionale, anche con modalità analoghe a quelle già previste per il personale medico.

Chiediamo l’immediata creazione, per il personale "infermieristico e sanitario“ della distinta sezione contrattuale prevista dall’art 40 c. 2 del dlgs 30.03.2001 n 165, ricorrendo- allo stato-le condizioni previste dal legislatore.

 

Chiediamo direttive idonee ed azioni concrete volte a superare l’attuale mancanza di criteri generali, nazionali ed uniformi per la determinazione , in ogni azienda, e per ogni servizio delle dotazioni organiche infermieristiche e delle figure di supporto.

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Teramo. L’ azienda non fornisce le “uniformi” e mette fuori legge le “Felpe NurSind”

La Asl di Teramo ha iniziato la caccia alle streghe, e nello specifico, le fattucchiere da inseguire sono i dipendenti che indossano in servizio, la Felpa regalata da NurSind.

 

E’ stata infatti recapitata ai Coordinatori, da parte del Dirigente delle Professioni infermieristiche e dalla Direzione amministrativa, una e- mail, contenente alcune indicazioni riguardanti il corretto uso dei dpi forniti dall’azienda, ivi un sotto-corpino che però non è in dotazione a tutti i dipendenti.

 

“Strano, sottolinea Giuseppe De Zolt, segretario territoriale NurSind Teramo, che tale interesse si manifesti appena terminata la distribuzione delle nuove felpe che il NurSind ha deciso di regalare ai propri iscritti nella Asl di Teramo”.

 

Nessun richiamo era stato fatto fino a questo momento, nonostante i dipendenti indossassero felpe di svariati colori e modelli, proprio perché la Asl in questione non ha provveduto a dotare il personale di dpi idonei alle temperature rigide invernali.

 

I dipendenti hanno infatti dovuto provvedere personalmente, all’acquisto di felpe che li tenessero al riparo dalle intemperie, visti soprattutto i trasporti esterni che vengono espletati dagli operatori sanitari, durante il turno lavorativo.

 

L’abbigliamento al quale il personale ha dovuto provvedere in autonomia, non è certo conforme alle “regole” aziendali e non ha nessun riferimento al ruolo svolto, eppure di questo l’azienda non si è mai “accorta” e non si è fatta carico di provvedere.

 

“Noi come NurSind, continua De Zolt, abbiamo provveduto all’acquisto di felpe calde e confortevoli, identificative del ruolo ricoperto, grazie all’apposita scritta posta sul retro: INFERMIERE. Abbiamo reso un servizio al dipendente, al cittadino che adesso ha modo di riconoscere il ruolo del dipendente e, persino alla Asl stessa, visto che abbiamo offerto una soluzione a quella che è stata una “mancanza” della Asl, carente nelle dotazione.

 

Da quanto letto, ad oggi, sembrerebbe che la felpa NurSind sia posta “fuori legge” viste anche le minacce di sanzioni disciplinari avanzate nei confronti dei colleghi che, comportandosi come negli anni precedenti nel periodo invernale, hanno colmato la carenza della dotazione aziendale indossando una felpa, questa volta con la scritta NurSind INFERMIERE.

 

A questo punto ci aspettiamo che lo stesso trattamento sia riservato per tutte le altre infrazioni all'uso delle uniformi di servizio del personale del comparto, pertanto onde evitare spiacevoli e sicuramente poco opportuni conflitti, chiediamo di sospendere “la caccia alle streghe” almeno fino a quando l’azienda non fornisca nella dotazione dell’uniforme anche una felpa calda, confortevole ed identificativa della professione di appartenenza”.

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