La cultura della sicurezza all'interno delle strutture sanitarie si fonda su un pilastro invalicabile: l'autonomia assoluta del personale nella segnalazione dei rischi, degli eventi avversi e dei quasi-eventi (near miss). Come NurSind Teramo, torniamo a ribadire con forza un principio normativo e deontologico insindacabile: ogni infermiere, professionista sanitario o operatore ha il pieno diritto e il dovere di inoltrare una segnalazione tramite i sistemi aziendali di incident reporting in modo del tutto indipendente. Questo atto non deve essere mai subordinato al parere favorevole, all'autorizzazione o al "visto" preventivo di nessun coordinatore, dirigente o responsabile di struttura.
L'Incident Reporting: uno strumento di difesa anche contro le aggressioni.
Troppo spesso si tende a dimenticare che le piattaforme informatiche aziendali dedicate alla gestione del rischio non servono solo a tracciare l'errore o il disguido assistenziale.
Questi applicativi digitali rappresentano lo strumento ufficiale e imprescindibile per denunciare la piaga delle aggressioni ai danni del personale sanitario.
Che si tratti di violenza fisica o di violenza verbale (insulti, minacce, intimidazioni), ogni singolo episodio va inserito autonomamente dal professionista coinvolto tramite la scheda di segnalazione telematica. Registrare tempestivamente l'evento è l'unico modo per far emergere i reali livelli di insicurezza nei reparti e nei servizi di front-office, costringendo le amministrazioni ad adottare le necessarie misure di protezione e vigilanza. Anche in questo caso, nessun superiore può minimizzare l'accaduto o bloccare l'invio telematico della segnalazione.
La tutela della Legge Gelli-Bianco e della Legge 113/2020
Il quadro normativo nazionale protegge e impone questo flusso trasparente. Se la gestione del rischio clinico e la logica del "No-Blame" (analisi dell'errore sistemico e non punizione del singolo) trovano il loro fondamento nella Legge Gelli-Bianco (L. 24/2017), la tutela penale e operativa dei lavoratori è sancita dalla Legge 14 agosto 2020, n. 113. Questa legge introduce tutele specifiche e inasprimenti di pena per chi commette reati con violenza o minaccia ai danni degli esercenti le professioni sanitarie. Omettere, ritardare o filtrare le segnalazioni nei sistemi informatici significa depotenziare l'applicazione di queste leggi dello Stato, lasciando gli operatori privi delle tutele legali e assicurative adeguate.
Il flusso digitale è diretto: scavalcare le vecchie logiche gerarchiche
I sistemi informativi di incident reporting sono progettati appositamente per garantire un flusso diretto, protetto e immediato tra l'operatore che compila la scheda e l'Ufficio Risk Management aziendale. Le prassi interne che impongono una "valutazione preventiva" cartacea o verbale con il coordinatore prima dell'inserimento a sistema sono del tutto illegittime e prive di valore regolamentare. Il responsabile di struttura deve certamente essere informato per gestire l'emergenza logistica e clinica immediata all'interno del reparto, ma non possiede alcun potere di veto, di modifica o di insabbiamento sulle credenziali e sugli atti redatti digitalmente dal lavoratore.
L'appello del NurSind ai professionisti
Invitiamo tutti i colleghi a utilizzare i sistemi di segnalazione aziendali con la massima fermezza e senza alcun timore di ritorsioni o richiami disciplinari. Segnalare gli eventi avversi, i near miss e le aggressioni significa proteggere la propria dignità professionale, tutelare la salute dei cittadini e documentare formalmente le reali – e spesso insostenibili – condizioni di lavoro in cui si è costretti a operare.
La Segreteria sindacale monitorerà con estrema attenzione l'andamento delle segnalazioni ed è pronta a offrire la massima tutela legale a chiunque subisca pressione



