Tratto da : www.nursindsanita.it di Ulisse Spinnato Vega
Secondo le tabelle del Documento programmatico di bilancio, gli interventi per la salute valgono appena un decimale di Pil e non arrivano a tre nel triennio 2027-2029. Schillaci aveva chiesto al Tesoro oltre 5 miliardi ![]()
Gli oltre cinque miliardi di euro freschi chiesti nelle settimane scorse dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, al collega del Tesoro, Giancarlo Giorgetti, sono destinati a restare sulla carta per oltre metà. La sanità, infatti, dovrebbe ricevere l’anno prossimo solamente 2,4 miliardi, un decimale di Pil, secondo le tabelle del Documento programmatico di bilancio, di cui stanotte il Mef ha annunciato la trasmissione all’Unione europea.
La coperta è corta e la prossima manovra, che deve ancora attendere gli sviluppi del negoziato in Ue sulla flessibilità aggiuntiva, varrà complessivamente circa 26 miliardi nel 2027 (grossomodo 12 miliardi cui si sommano i 14,4 miliardi della clausola di salvaguardia). Il Dpb, un testo abbastanza snello (44 pagine), non nasconde le difficoltà, a partire dalla crescita tendenziale. E azzarda un +1% nel 2026 che dovrebbe ridursi a un esiguo 0,6% nel 2027, per poi accelerare (si fa per dire) allo 0,8% sia nel 2028 che nel 2029. Il governo, comunque, conta sullo scenario programmatico per risollevare la dinamica dell’economia di due decimali l’anno prossimo e di un decimale nel 2028. Nulla di sconvolgente, in ogni caso.
Tornando al Ssn, in questo contesto complicato, le misure previste avranno un impatto decrescente nei prossimi anni: si va appunto dallo 0,1% del 2027 (il doppio per la Difesa: 1,9%) allo 0,08% nel 2028 e allo 0,07% nel 2029. Frazioni di decimale, insomma, che valgono a malapena 2,5 miliardi per ognuno degli anni considerati. Va ricordato che sul 2027 ricade anche un miliardo stanziato nella scorsa legge di Bilancio.



